Parrocchia di Natività di Maria SS. e S. Nicola da Tolentino

_MG_7146Riflessione del giorno 4/12/2016 (II Domenica di Avvento Anno A) Vangelo: Mt 3,1-12 1)

“Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!»”. Questa domenica la Liturgia ci propone la figura del Battista. Una figura importantissima non tanto per il suo legame di parentela con Gesù quanto il ruolo che ha avuto nella storia della salvezza. La sua missione è preparare un popolo capace di accogliere la venuta di Gesù. Lui è “voce di uno che grida nel deserto”. Giovanni è consapevole che il suo compito è quello di essere voce che veicola la Parola (Gesù), cioè che la annuncia senza che si identifichi con essa. È un invito forte a noi che siamo impegnati nell’annuncio della Parola. L’importante è che Gesù sia annunciato, sia al centro dell’evangelizzazione. Dunque, Giovanni è la voce che ci invita alla conversione, a cambiare la nostra mentalità. L’uomo che non guarda in faccia a nessuno, ti smaschera e ti dice ciò che sei veramente. Magari ce ne fossero di persone così! Siamo onesti, non è che ci piacciono le persone schiette. Giovanni, proprio per la sua schiettezza, è stato decapitato. Lui parlava la verità e a qualcuno/a (Erode/Erodiade) non è piacciuto. Eppure abbiamo bisogno di persone come lui. Abbiamo bisogno di persone che ci diano una scrollata, che ci scuotano nella coscienza, che ci rimproverino e ci dicano che stiamo sbagliando prima che aggraviamo la situazione. S. Giovanni ti dice: se non ti converti, se non ti impegni a cambiare vita, Dio non può fare niente; se non cambi modo di vedere/pensare le cose rimarrai schiavo della tua mentalità. Se non impari a perdonare sarà sempre più dura accettare i difetti degli altri. Se non ti prendi cura della tua anima vivrai infelice per sempre. Giovanni era duro, ma voleva bene all’anima delle persone. Voler bene significa anche essere duri. Amare e voler bene significa a volte saper dire di no, avere il coraggio di dire in faccia a qualcuno le cose come sono. Amare significa lasciar andare una persona per renderla libera, autonoma e non dipendente. 2)”Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. I farisei e i sadducei cercano la giustificazione (conferma) della loro mentalità chiusa e pensano di trovarla nel Battista il quale però li rimprovera dicendo: “Razza di vipere!”, cioè “pensate che la fede sia tutto questo: offrire un sacrificio al tempio e osservare i precetti minuziosamente, ma dimenticate che la misericordia vale più delle vostre offerte”. Come dire andate a messa la domenica, recitate il rosario quotidianamente, ma vi dimenticate del vostro cuore che è pieno di superbia e di autogiustificazione. Tante persone si nascondono dietro mille giustificazioni: “io sono fatto così, è il mio carattere, mi devi accettare come sono”. Rispondo: Sì ti accetto, ti comprendo, ma anche tu però ti devi sforzare; “Ah io non vengo mai in chiesa ma sono un buon cristiano”. Rispondo: Lo so, proprio perché sei un buon cristiano devi avere l’umiltà di accettare che la fede non è un “fai da te” e di inserirti nella tua comunità parrocchiale dove puoi condividere la tua fede. Giustificarsi vuol dire scambiare l’errore/lo sbaglio per una cosa giusta. È la falsità, lo stravolgimento della realtà: “Fanno tutti così”: è come dire “ho sbagliato ma lo fanno in tanti”. Un’altra frase che si sente spesso: “nessuno è perfetto”, cioè “ho sbagliato molto ma non è poi così grave”. Così addormentiamo la nostra coscienza. Un conto è perdonare lo sbaglio, un conto è invece fare finta che non sia mai successo niente. Se sbagli ti devo dire in faccia che hai sbagliato, ti devo aiutare a cambiare. Chi si autogiustifica, non mente solo agli altri, ma mente prima di tutto a sé. E chi mente a sé rischia grosso perché pian piano perde la capacità di riconoscere cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa non è giusto.
Preghiera:
Signore, togli la maschera dell’ipocrisia e dell’autogiustificazione in noi e aiutaci a diventare le persone che vuoi tu. (P. Jan Sayson)

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